I NOSTRI PROGETTI

 

   ROOTS  

 

  • CORSA DEGLI ZINGARI: si ripete a Pacentro da oltre 500 anni e in essa si fondono la tradizione cristiana e il rito pagano. Questa particolare gara podistica celebra la Madonna di Loreto ma rievoca pure una competizione che, in passato, serviva a selezionare elementi validi per l'esercito tra gli abitanti meno abbienti.    I concorrenti, tutti pacentrani, corrono scalzi. Partono dalla "Pietra spaccata" sul colle Ardingo, si precipitano per la discesa costituita da un sentiero disseminato di pietre e rovi, oltrepassano il fiume Vella e risalgono in direzione del paese attraverso un percorso che porta alla meta, ovvero la chiesa della Madonna di Loreto.

           Curiosità:

            - L’appellattivo “zingari” (“zingr” in dialetto) ricorda il tempo in quei questa parola era sinonimo di “morto di fame”, “persona scalza e nuda”.

            - Per regolamento i corridoi possono anche picchiarsi.

            VAI ALL’ALBUM   

 

  • IL RITO DEI BATTENTI: La notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo viene rievocato a Verbicaro (CS) il dolore di Cristo tramite la flagellazione delle carni. I “vattienti” (vestiti di rosso, a piedi nudi e con le gambe scoperte) si percuotono gli arti inferiori fino a farli sanguinare. Chi partecipa lo fa per un voto. Il paese viene illuminato da centinaia di lumini che accompagnano la notte della sofferenza. I “vattienti” compiono per tre volte un percorso prestabilito, segnando il luoghi a loro cari con il proprio sangue.

          Curiosità:

          - Non è escluso che, durante il rito della flagellazione pubblica, ci siano abitanti che si battono in privato nella propria abitazione.

          - Il rito dei battenti di Verbicaro non è incluso tra i riti solenni e religiosi della Settimana Santa promossi dalla Chiesa Cattolica.

            VAI ALL’ALBUM  

 

  • LA FESTA DEI GIGLI: “Mi si era parlato a Napoli della festa di San Paolino a Nola e mi si era anche assicurato che meritava di essere veduta. Ero appena entrato a Nola che mi colpì la vista una strana cosa, della quale non avevo ombra d'idea e che mi fece dubitare di trovarmi piuttosto nelle Indie, od al Giappone, che in Italia, nella Campania. Vidi una specie di torre, alta, sottile, tutta ornata di carta rossa, di dorature, di fregi d'argento, portata sulle spalle da uomini. Era divisa in cinque ordini, a piani, a colonne, decorata di frontespizi, di archi, di cornici, di nicchie, di figure e coperta ai due lati di numerose bandiere. Giunta poi ogni torre davanti alla cattedrale, incominciava uno strano spettacolo, imperocché ognuna di quelle moli grandiose si dava a ballare a suon di musica. Precedeva i portatori un uomo con un bastone, il quale batteva il tempo, e le torri seguivano quello. Il colosso oscillava e sembrava ad ogni istante che volesse perdere l'equilibrio e cadere; tutte le figure si muovevano, le bandiere sventolavano; era un colpo d'occhio fantastico.” (Ferdinand Gregorovius)

          - La Festa dei Gigli rientra nella Rete di grandi macchine a spalla italiane, inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

            VAI ALL’ALBUM   

 

  • FESTA DEI SERPARI: Il sacro e il profano si mescolano nel cosiddetto “rito dei serpari” la cui origine sembra risalire ad arcaici rituali precristiani riconducibili alla civiltà dei Marsi, antico popolo italico. La festa, oggi, si svolge in onore di San Domenico. Tutto inizia a fine marzo con la cattura dei serpenti fuori dal paese. I rettili vengono custoditi e nutriti. Il giorno della festa la statua di San Domenico viene portata in processione per le strade del paese addobbata di serpenti. Finita la festa i rettili vengono riportati nel loro habitat naturale.

            VAI ALL’ALBUM  

 

  • RITI SETTENNALI DI PENITENZA IN ONORE DELL’ASSUNTA: Per sette giorni ogni sette anni i quattro rioni di Guardia Sanframondi si alternano nei cortei dei “misteri” (“quadri viventi” che raffigurano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, della vita dei santi, della storia della Chiesa). Gli stessi rioni partecipano, in giorni diversi, alle processioni di “Penitenza” e di “Comunione”. Alla prima partecipano i “disciplinanti”, chiamati così perché si percuotono le spalle con la disciplina. L’ultimo giorno, nella processione generale, sfilano anche i “battenti” che si percuotono il petto fino a sanguinare. 

          - I Riti Settennali di Guardia Sanframondi sono stati proposti come Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

            VAI ALL’ALBUM  

 

 

Stampa Email

Social following